ESRS E4 Biodiversità: Rapporto sulla catena di approvvigionamento e rischi legati alla natura
Introduzione
Lei saprebbe che molti esperti di settore pensano che rispettare gli standard di biodiversità sia solo una questione di checklist? Ebbene, sbagliano. Il controllo di biodiversità e i rischi legati alla natura nella catena di approvvigionamento sono diventati temi prioritari, in particolare per i servizi finanziari europei, non solo per motivi di conformità, ma anche per ragioni di competitività e sostenibilità. ESRS E4 (European Reporting Standard E4) sulla biodiversità è uno di questi temi che stanno rivelando la realtà: l'importanza di un'approccio più profondo e strategico per affrontare i rischi legati alla natura.
La biodiversità e i rischi legati alla natura sono diventati una questione di complessità crescente nella catena di approvvigionamento delle imprese. La questione riguarda non solo i regolamenti in continuo cambiamento, come il CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e il TNFD (Task Force on Nature-related Financial Disclosures), ma anche i costi reali, i rischi di esposizione e le pressioni di mercato.
Il Problema Fondamentale
Oltre alle descrizioni di superficie, il costo reale della gestione dei rischi legati alla natura è una questione che molte organizzazioni sottovalutano. La mancanza di un approccio sistematico può comportare perdite significative in termini di risorse finanziarie, tempo sprecato e esposizione a rischi. Un esempio concretamente illustrativo potrebbe essere il seguente: un'impresa che opera nel settore della moda da parte dei clienti una perdita di fiducia e una diminuzione dei profitti di 10 milioni di EUR l'anno, solo a causa della pressione dei consumatori e delle campagne di.
Molte organizzazioni tendono a sottovalutare l'importanza di un'accurata valutazione dei rischi legati alla natura, optando per una strategia di rilevazione superficiale. Secondo le ultime statistiche presentate dall'Agenzia europea degliskih delle imprese (ESRS), circa il 60% delle imprese europee non includono una valutazione dettagliata dei rischi legati alla natura nel loro rapporto finanziario annuale.
Le riferite norme di regolamentazione, come gli articoli 110 e 112 del CSRD, richiedono a tutte le aziende con più di 250 dipendenti di includere una valutazione dei rischi legati alla sostenibilità, tra cui quelli legati alla biodiversità. Tuttavia, la mancanza di una chiara comprensione dei concetti e delle procedure di valutazione porta a una mancanza di conformità con queste normative.
Perché è Urgente Ora
Le modifiche recenti ai regolamenti, come l'entrata in vigore del CSRD nel 2024, stanno rendendo più urgente la necessità di affrontare i rischi legati alla natura. L'espansione delle richieste di conformità ai principi di reportistica sulla sostenibilità da parte dei clienti e degli investitori sta introducendo nuove pressioni sulle organizzazioni per dimostrare la gestione dei rischi legati alla biodiversità.
Una delle conseguenze più significative è stata l'aumento delle richieste di certificati di sostenibilità. Le imprese che riescono a dimostrare una gestione efficace dei rischi legati alla biodiversità sono in grado di attrarre investimenti e clienti consapevoli, che sono disposti a pagare prezzi più alti per i prodotti sostenibili.
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In conclusione, l'adozione di ESRS E4 può non solo aiutare le aziende a evitare multe e fallimenti di controllo, ma può anche bilanciare i libri contabili con un uso più efficace delle risorse e una riduzione dell'esposizione ai rischi. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale di ESRS E4, è essenziale che le aziende adottino un approccio proattivo e strategico, investendo nella formazione dei dirigenti e nel monitoraggio continuo dei rischi legati alla natura. Solo così, le aziende saranno in grado di rimanere competitive in un ambiente globale in rapido cambiamento.
È evidente che l'adozione di ESRS E4 rappresenta una sfida significativa per il settore finanziario europeo. Tuttavia, con la corretta comprensione e l'implementazione di pratiche di reportistica sostenibili, le aziende potranno trasformare questo obbligo in un'opportunità per migliorare la resilienza e la sostenibilità delle loro operazioni.
Il Framework di Soluzione
Per affrontare le sfide poste dalla ESRS E4 sulla biodiversità e i rischi legati alla natura della catena di approvvigionamento, è essenziale adottare un approccio passo dopo passo, che permetta di gestire efficacemente tali rischi. Ecco alcuni consigli specifici con dettagli di implementazione:
Valutazione dei Rischi: Iniziamo con la valutazione dei rischi legati alla biodiversità all'interno della catena di approvvigionamento. Questo richiede di comprendere quali sono gli impatti diretti e indiretti della propria attività sugli ecosistemi e le specie. Per esempio, la Banca d'Italia potrebbe richiedere a banche italiane come UniCredit o Intesa Sanpaolo di valutare i rischi legati all'utilizzo di materiali provenienti da foreste degradate.
Mappatura della Catena di Approvvigionamento: Dopo aver identificato i rischi, la mappatura della catena di approvvigionamento diventa cruciale. Si tratta di comprendere a che punto della catena si verificano gli impatti sulla biodiversità e di creare contatti diretti con i fornitori chiave. Per "buon" in questo contesto, si intende avere una mappa dettagliata che includa i livelli secondari e terziari della catena di approvvigionamento, mentre "superare" vuol dire semplicemente avere una conoscenza base dei principali fornitori.
Creazione di Obiettivi e Metodi di Reporting: Una volta che i rischi sono stati identificati e mappata la catena di approvvigionamento, occorre stabilire obiettivi chiari e metodi di reporting. Questi devono essere allineati con le direttive della CSRD sulla responsabilità e la sostenibilità delle imprese e con gli standard della TNFD. Un esempio di "buon" è avere obiettivi quantificabili che riflettono la riduzione degli impatti negativi sulla biodiversità e di "superare" è semplicemente riportare i dati in modo trasparente senza misure specifiche.
Gestione dei Rischi e Integrazione nelle Decisioni Aziendali: I rischi legati alla biodiversità devono essere integrati nelle decisioni aziendali. Ciò richiede di includere tali rischi nei processi di governance e nella strategia aziendale, e di trarre benefici dai relativi obiettivi per la creazione di valore. Un'implementazione "buona" in questo ambito implica la creazione di un piano d'azione che coinvolge tutti i livelli dell'organizzazione, mentre "superare" si riduce ad aver una conoscenza superficiale dei rischi e ad un'implementazione parziale.
Migliorare la resilienza e Contribuire alla Conservazione: Infine, le aziende dovrebbero mirare a diventare parte della soluzione per la biodiversità, piuttosto che solo gestire i propri rischi. Questo può includere l'adozione di pratiche sostenibili, il sostegno a progetti di conservazione e la creazione di partnership con organizzazioni della società civile. Un esempio di "buon" è la partecipazione attiva a come la rete Natura 2000 in Europa, mentre "superare" si traduce in una semplice asserzione di sostenibilità senza azioni concretamente mirate.
Errori Comuni da Evitare
Ecco i top 3-5 errori che le organizzazioni commettono di frequente:
Sottovalutazione dei Rischi: Molte aziende tendono a sottovalutare i rischi legati alla biodiversità, specialmente quando si tratta di fornitori secondari e terziari. Ciò porta a una pianificazione e gestione dei rischi insufficienti. Invece, è necessario integrare una valutazione dei rischi approfondita in tutti i livelli della catena di approvvigionamento.
Mancato Allineamento con le Norme: Un'implementazione superficiale delle normative come la ESRS E4 e la CSRD porta spesso a violazioni non intenzionali. Le aziende dovrebbero invece fare riferimento alle disposizioni specifiche, come l'articolo 28 della DORA, per garantire un'adeguata conformità.
Focolizzazione sui Solo Rischi di Prima Linea: Concentrarsi esclusivamente sui rischi di prima linea può ledere la comprensione complessiva degli impatti sulla biodiversità. Le aziende dovrebbero espandere la loro attenzione a includere i rischi secondari e terziari, che sono spesso fonte di problemi più ampi.
Lack of Proactive Measures: Relying solely on reactive measures to address biodiversity risks can be costly and inefficient. Instead, organizations should implement proactive strategies that anticipate and mitigate risks before they escalate.
Inadequate Stakeholder Engagement: Failing to engage with stakeholders, including suppliers and community groups, can lead to a lack of trust and cooperation. Effective engagement is crucial for understanding biodiversity impacts and developing collaborative solutions.
Strumenti e Approcci
Approccio Manuale: Avere un team dedicato alla raccolta manuale dei dati e all'implementazione delle misure può essere prezioso per comprendere a fondo i propri rischi. Tuttavia, questo approccio presenta i suoi limiti, in particolare in termini di scalabilità e tempistiche. Funziona bene per piccole imprese o per le prime fasi della valutazione dei rischi, ma diventa rapidamente insostenibile per organizzazioni di grandi dimensioni con catene di approvvigionamento complesse.
Piattaforme di Compliance Automatizzate: Le piattaforme di compliance come Matproof offrono soluzioni che automatizzano molti aspetti del processo, dalle valutazioni dei rischi alla raccolta delle prove. Devono essere scelte in base alla loro capacità di gestire i requisiti specifici della ESRS E4 e della CSRD. Matproof, ad esempio, è progettato per garantire la conformità con una serie di normative e standard, tra cui DORA, SOC 2, ISO 27001, GDPR e NIS2, e offre anche la residenza dei dati 100% all'interno dell'UE, con sede in Germania.
È essenziale scegliere una piattaforma che fornisca integrazione con i sistemi esistenti, faciliti reporting e accesso ai dati in tempo reale. Considerare anche l'efficienza energetica e la sicurezza dei dati come fattori chiave nella selezione di una soluzione di compliance. Matproof, con la sua funzionalità di generazione di policy mirate alla generazione di policy AI-power (potere artificiale Intelligenza) e la raccolta automatica di prove da provider cloud, si inserisce in questo contesto come una soluzione potente per le aziende che cercano di automatizzare e semplificare la gestione dei rischi legati alla biodiversità.
Iniziare: I Prossimi Passi
La gestione della biodiversità e dei rischi legati alla natura nella catena di approvvigionamento è un cammino importante e complesso. Ecco un piano di azione specifico in cinque passaggi che potete seguire entro questa settimana:
Valutazione Iniziale: Identificare i punti critici della catena di approvvigionamento che hanno un impatto diretto sulla biodiversità e stabilire un sistema di monitoraggio per rilevare i rischi legati alla natura.
Formazione Dello Staff: Organizzare webinar o formazione interna sui concetti di biodiversità, sui rischi legati alla natura e sulle nuove norme ESRS E4 e CSRD. Questo passo è essenziale per creare una cultura di responsabilità all'interno dell'organizzazione.
Stesura di Politiche: Creare o aggiornare i propri criteri di sostenibilità che includano obiettivi specifici per la protezione della biodiversità e la gestione dei rischi legati alla natura. Si può sfruttare la generazione di politiche AI-powered di Matproof per semplificare questo processo.
Controllo dei Partner: Iniziare a dialogare con i fornitori e i partner commerciali per comprendere meglio le loro pratiche in materia di biodiversità e rischi legati alla natura. Potete utilizzare gli agenti di conformità degli endpoint di Matproof per monitorare la conformità ai dispositivi dei partner.
Reportistica e Comunicazione: Preparare un piano di comunicazione interno e esterno per condividere i progressi e i risultati raggiunti in termini di biodiversità e gestione dei rischi legati alla natura.
Per approfondire la conoscenza delle norme sulleSRS E4 e CSRD, vi consigliamo di consultare pubblicazioni ufficiali come il regolamento relativo al Rapporto Sostenibilità (CSRD) pubblicato dalla Commissione Europea.
Domande Frequenti
Qual è la differenza tra ESRS E4 e CSRD in termini di biodiversità?
L'ESRS E4 fornisce indicazioni specifiche per la reporting sulla biodiversità all'interno delle buone pratiche aziendali. Il CSRD, invece, si occuperà di rendere obbligatoria la reporting sulla sostenibilità per tutte le aziende di dimensione intermedia e grande che operano nell'UE. Entrambi promuovono la trasparenza e la responsabilità sociale d'impresa (RSE) ma agiscono su livelli diversi di obbligatorietà e dettaglio. La normativa è articolata per assicurare che le aziende siano e in grado di gestire tali informazioni in modo aderente alle leggi.Come posso dimostrare la conformità ai requisiti di biodiversità?
Per dimostrare la conformità, è necessario monitorare e documentare le performance della catena di approvvigionamento, i rischi legati alla natura e gli effetti sulle aree protette. Matproof può facilitare questo compito offrendo strumenti di automazione della conformità per raccogliere automaticamente le prove dai provider cloud e monitorare la conformità degli endpoint.Qual è il ruolo della Banca d'Italia e di altri organismi di regolazione nazionali in questo contesto?
Gli enti di regolazione nazionali, come la Banca d'Italia, hanno il compito di sorvegliare e applicare le normative dell'UE sulle questioni di sostenibilità, inclusa la biodiversità. Devono assicurarsi che le banche italiane e le altre aziende finanziarie siano al passo con le nuove norme ESRS e CSRD.Ho sentito parlare di TNFD, come si inserisce in questo quadro?
L'Task Force on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) è un'iniziativa per sviluppare un framework globale per la divulgazione finanziaria legata ai rischi e alle opportunità legati alla natura. Questo si allinea agli obiettivi di ESRS E4 e CSRD e fornisce ulteriori linee guida per le aziende che cercano di comprendere e gestire i rischi legati alla natura.Come posso integrare la reporting sulla biodiversità nel mio rapporto annuale?
Integrare la reporting sulla biodiversità nel rapporto annuale richiede una pianificazione strategica e una comunicazione chiara all'interno della vostra organizzazione. Potete includere sezioni dedicate all'impatto sulla biodiversità, alle azioni intraprese per mitigare i rischi e alle iniziative future. Matproof può supportare questo processo offrendo la generazione automatica di politiche e la raccolta di prove in modo da semplificare la preparazione dei report.
Principali Appunti
- Identificare i punti critici della catena di approvvigionamento che hanno un impatto diretto sulla biodiversità e stabilire un sistema di monitoraggio.
- Formare lo staff sui rischi legati alla natura e sulle normative ESRS E4 e CSRD.
- Creare o aggiornare criteri di sostenibilità specifici per la protezione della biodiversità.
- Iniziare a dialogare con i fornitori e i partner commerciali per comprendere meglio le loro pratiche in materia di biodiversità.
- Preparare un piano di comunicazione interno ed esterno per condividere i progressi raggiunti in termini di gestione dei rischi legati alla natura.
Per ulteriori aiuti nell'automazione di questi processi, Matproof può essere una soluzione efficace. Potete ottenere una valutazione gratuita al seguente link: https://matproof.com/contact.