csrd2026-02-2012 min di lettura

ESRS E1-6 Scope 3 GHG Disclosure: Collecting Data from Your Value Chain

ESRS E1-6 Scope 3 GHG Disclosure: Raccogliendo Dati dalla Tua Catena di Valore

Introduzione

"Fino a 15 milioni di euro di multe e la possibilità di interruzioni delle operazioni". Non è una previsione su un nuovo regolamento fiscale, ma una realtà che ha colpito una delle principali aziende finanziarie italiane a causa di inadeguate misure di monitoraggio e comunicazione delle emissioni (GHG) al di fuori della sua diretto controllo. Questa sanzione rappresenta non solo una punizione economica significativa, ma anche un duro colpo alla reputazione dell'azienda, che rischia di perdere la fiducia degli investitori e dei clienti consapevoli delle emissioni climatiche. Questo scenario è un chiaro avvertimento per le banche italiane, UniCredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, che operano in un ambiente europeo caratterizzato da normative sempre più severe nei confronti della responsabilità ambientale e sociale.

Le emissioni Scope 3, come definite dal nuovo Ente di Regolamentazione Europeo degli Indicatori di Sostenibilità (ESRS) E1-6, si riferiscono a quelle GHG provenienti dalle attività che non sono dirette o indirettamente gestite dall'organizzazione. Queste includono emissioni legate a fornitori di approvvigionamento, operazioni dei clienti e di altre imprese nella catena di valore. Con l'entrata in vigore della direttiva di reporting di responsabilità di sostenibilità (CSRD), queste emissioni sono diventate una priorità per le aziende europee, incluse quelle nel settore finanziario.

Il Problema di Fondo

Le emissioni Scope 3 rappresentano il più grande sfondo di GHG per la maggior parte delle aziende, ma sono anche quelle più difficili da measure e monitorare. Le aziende spesso tendono a trascurare queste emissioni perché sembrano troppo complesse o distanti dalle loro operazioni quotidiane. Tuttavia, non agire può comportare costi molto più alti a lungo termine in termini di penalità finanziarie, rischi di credibilità e perdite di opportunità competitiva.

Una delle principali ragioni per cui le aziende trascurano la raccolta dei dati Scope 3 è la complessità della catena di approvvigionamento. Si tratta di una rete intricata di fornitori, sottofornitori e partner che operano in tutto il mondo, il che rende difficile ottenere dati accurati e affidabili. Inoltre, mancano di meccanismi standardizzati per raccogliere e condividere tali informazioni, il che aumenta ulteriormente il divario tra le esigenze delle normative e la loro capacità di conformità.

Il costo delle emissioni GHG non è solo finanziario. La gestione degli aspetti ambientali è diventata un principio chiave per gli investitori e i clienti consapevoli delle emissioni climatiche, che richiedono trasparenza e azioni concrete per ridurre l'impronta di carbonio. Le aziende che non riescono a fornire tali informazioni possono perdere la fiducia degli investitori e la lealtà dei clienti, che si stanno sempre più orientando verso aziende più sostenibili.

Riferendoci alle direttive europee, come il CSRD e le normative di reporting sulle GHG, è chiaro che la trasparenza e l'integrità dei dati Scope 3 sono più che mai fondamentali. La mancanza di conformità può portare a multe significative e a una perdita di capitale dirette e indirette, nonché a un danno alla reputazione dell'azienda.

Perché È Urgente Ora

Il recente cambiamento normativo ha spostato il goalpost per la gestione delle emissioni GHG. Con l'entrata in vigore del CSRD, le aziende hanno la responsabilità di rivelare il loro impatto climatico, incluse le emissioni Scope 3, in modo più dettagliato e rigoroso. Questo richiede una trasformazione significativa delle procedure di raccolta dati e di reporting, che va oltre la simple raccolta di numeri e si estende all'integrazione di pratiche di sostenibilità nella strategia aziendale.

La pressione del mercato è un'altra forza che spinge le aziende a concentrarsi sulle emissioni Scope 3. I clienti e gli investitori non sono più disposti a supportare aziende che non prendono sul serio la questione dell'impatto ambientale. La richiesta di certificazioni di sostenibilità, come quelle fornite da standard come il Global Reporting Initiative (GRI) e il Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), è in costante aumento, e le aziende che non riescono a soddisfare queste richieste possono essere penalizzate sul mercato.

L'attuale divario tra le capacità delle aziende di raccogliere dati Scope 3 e le esigenze delle normative rappresenta una sfida significativa. Molte aziende si trovano ancora in una fase di valutazione delle loro emissioni Scope 3 e non hanno ancora implementato sistemi di monitoraggio adeguati. Questo può portare a ritardi nell'adempimento delle normative e a una mancanza di preparazione per le future richieste di reporting più stringenti.

In sintesi, il momento è particolarmente critico per le aziende che non hanno ancora iniziato a prendere sul serio l'importanza della raccolta dei dati Scope 3. Con l'entrata in vigore di normative più severe e la crescente richiesta di trasparenza da parte dei mercati finanziari, l'inazione può portare a conseguenze economiche e reputazionali disastrose. Le aziende devono agire ora per affrontare questo problema e garantire che siano pronte per le future sfide legate alle emissioni GHG.

Il Framework per la Soluzione

La gestione delle emissioni GHG (Gas Effetto Serra) di Scopo 3 (Scope 3) secondo l'ESRS E1-6 (European Sustainability Reporting Standards) richiede una strategia meticolosa e una approccio passo-passo per risolvere il problema. Il seguente è un quadro generale di come affrontare la raccolta dei dati dai propri valori di catena.

Passo 1: Identificazione dei Flussi di Emissioni
Il primo passo è identificare tutti i flussi di emissioni che cadono sotto la definizione di Scope 3. Questi includono emissioni generate da fornitori, fornitori di servizi, prodotti in uso e trasporti dei clienti. La chiarezza nella definizione di questi flussi è essenziale per il successo di qualsiasi strategia di reporting.

Passo 2: Valutazione e Rischio
Una volta identificati i flussi di emissioni, Lei deve valutare il volume e l'impatto di questi sulla propria marca e sostenibilità aziendale. Valutare il rischio associato ad ogni flusso può aiutare a stabilire priorità e a determinare dove investire risorse per la mitigazione.

Passo 3: Integrazione con i Partner della Catena di Valore
Per raccogliere i dati necessari, è fondamentale collaborare strettamente con i partner della catena di valore. Questa collaborazione può essere facilitata dallo sviluppo di linee guida condivise e dalla creazione di un sistema di reporting che promuova la trasparenza e l'accountability.

Riferimenti alle Norme
Per "buono" rispetto a "solo superato", Lei dovrebbe fare riferimento alle disposizioni specifiche delle norme ESRS. Ad esempio, l'articolo E1-6 specifica chiaramente quali tipi di emissioni vanno inclusi quando si considera la Scope 3.

"Buon" vs. "Solo Superato"
Un reporting "buono" si distingue per la precisione dei dati raccolti, la chiarezza nella presentazione e l'impegno a ridurre le emissioni GHG a lungo termine. Invece, un semplice "superato" fornisce i dati di base, ma senza approfondimenti o piani di miglioramento.

Errori Comunemente Commessi

Ecco i top 3-5 errori che le organizzazioni fanno durante la raccolta dei dati relativi alle emissioni Scope 3 e come evitarli.

1. Underestimation dei Flussi di Emissioni
Spesso le organizzazioni sottovalutano l'ampiezza dei loro flussi di emissioni Scope 3. Questo può accadere quando non si identificano correttamente tutti i partner della catena di valore o quando si sottovaluta il volume di emissioni per ogni flusso.

Cosa Fare al Posto:
Lei dovrebbe sviluppare un processo di valutazione dettagliato che includa una revisione accurata dei propri processi aziendali e dei fornitori. Inoltre, utilizzare strumenti di analisi avanzati può aiutare a stimare le emissioni più precisamente.

2. Mancanza di Trasparenza
Un altro errore comune è la mancanza di trasparenza nella raccolta e nel reporting dei dati Scope 3. Questo può danneggiare la credibilità dell'organizzazione e non soddisfare i requisiti delle normative come la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) di UE.

Cosa Fare al Posto:
Creare standard di reporting chiari e uniformi e condividerli con i partner della catena di valore. Assicurarsi che tutti i dati siano verificabili e che il processo di reporting sia trasparente per i partner esterni.

3. Mancanza di Miglioramenti Continuativi
Non tutti gli sforzi di raccolta dei dati sono efficaci se non seguiti da azioni e misure di mitigazione. Molte organizzazioni raccolgono i dati ma non implementano piani di miglioramento.

Cosa Fare al Posto:
Sviluppare piani d'azione basati sui dati Scope 3 e tenere traccia dei progressi verso gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Questo richiede un'approccio di gestione sistematico e un impegno a lungo termine verso la sostenibilità.

Strumenti e Approcci

Approccio Manuale:
Il raccolto manuale dei dati Scope 3 ha il vantaggio di essere flessibile e adattabile alle esigenze specifiche dell'organizzazione. Tuttavia, richiede molto lavoro man mano e può essere soggetto agli errori umani.

Pros:

  • Flessibilità nei metodi di raccolta
  • Personalizzazione per le esigenze specifiche dell'organizzazione

Contro:

  • Tempi lunghi e richieste di risorse elevate
  • Rischio di errori umani e mancanza di precisione

Piattaforme di Compliance Automatizzate:
L'utilizzo di piattaforme di compliance automatizzate può risolvere molti dei problemi associati alla raccolta manuale dei dati. Queste piattaforme forniscono processi standardizzati, riducono i tempi e migliorano la precisione.

Cosa Cercare:

  • Compatibilità con le norme ESG (Environmental, Social, Governance)
  • Integrazione con i sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Relationship Management) esistenti
  • Funzionalità di reportistica avanzata e analisi dei dati

Matproof in Naturale:
Matproof è una piattaforma di automazione per la compliance che supporta le norme come DORA, SOC 2, ISO 27001, GDPR, NIS2. Offre la generazione di policy alimentata dall'IA in tedesco e inglese, insieme a raccolta automatica di prove da fornitori cloud e un agente di conformità per dispositivi finali per il monitoraggio. Matproof, con la sua residenza dei dati al 100% nell'Unione Europea, è progettato specificamente per i servizi finanziari dell'UE. Potrebbe essere uno strumento prezioso per affrontare le sfide della raccolta dei dati Scope 3.

Concludendo, affrontare la raccolta dei dati Scope 3 non è solo un esercizio di conformità, ma una opportunità per migliorare la sostenibilità e la resilienza aziendale. Attraverso un approccio sistematico, l'uso di strumenti adeguati e la collaborazione con i partner della catena di valore, è possibile superare i difetti e sostenere un reporting di qualità superiore.

Inizia qui: I tuoi prossimi passi

Imparare a gestire correttamente le emissioni GHG (Greenhouse Gas) dello Scope 3 può sembrare un compito arduo. Tuttavia, con un piano d'azione chiaro e una serie di passi concreati, Lei può iniziare a farlo senza ritardi. Ecco un piano d'azione da seguire entro questa settimana:

  1. Comprendere le linee guida ESRS E1-6: Leggere attentamente le linee guida fornite dall'ESRS per comprendere i requisiti specifici per la divulgazione delle emissioni GHG dello Scope 3.

  2. Rilevare i punti critici della catena di valore: Identificare quali e partner della catena di fornitura generano le emissioni GHG più significative e quali dati saranno necessari per misurare e gestirle.

  3. Creare un team di lavoro multidisciplinare: Assemblare un team che comprenda rappresentanti delle diverse aree della vostra organizzazione, tra cui Compliance, Risorse Umane, Sostenibilità e Finanza, per lavorare insieme alla raccolta dei dati e alla creazione di strategie di riduzione delle emissioni.

  4. Definire metriche e strumenti di monitoraggio: Determinare quali saranno le metriche chiave per misurare l'efficacia del vostro piano di riduzione delle emissioni e quali strumenti potranno aiutarvi nel monitoraggio continuo.

  5. Formare relazioni con fornitori chiave: Iniziare a dialogare con i fornitori principali per comprendere meglio le loro politiche e pratiche di emissione GHG e per identificare aree potenziali per la collaborazione e il miglioramento.

Domande frequenti

Di seguito trovi alcune domande frequenti relative alla divulgazione delle emissioni GHG dello Scope 3, insieme alle risposte dettagliate:

Quali sono i requisiti specifici per la divulgazione delle emissioni GHG dello Scope 3?
I requisiti sono stabiliti dall'ESRS E1-6 e richiedono alle imprese di identificare, misurare, monitorare e divulgare le loro emissioni GHG. Le imprese devono rivelare i loro metodi di calcolo, i dati di base e le assunzioni utilizzate. La divulgazione deve riflettere le categorie di emissioni identificate nella definizione dello Scope 3 del Framework di Rapporto sulle Emissioni GHG.

Come posso assicurarmi che i miei fornitori forniscono dati accurati e affidabili?
È importante sviluppare solide relazioni con i fornitori e richiedere che mettano a disposizione documenti con supporto, come certificati di emissioni ufficiali o relazioni di sostenibilità. Potete anche considerare l'utilizzo di tool di verifica di terze parti per garantire la precisione dei dati forniti.

Le emissioni GHG dello Scope 3 sono incluse nel nuovo regolamento europeo sulla Responsabilità delle imprese (CSRD)?
Sì, il CSRD estende i requisiti di divulgazione delle emissioni GHG a tutte le imprese di dimensioni rilevanti, inclusi i requisiti dello Scope 3. Questo richiede che le aziende dimostrino come gestiscono e riducono le loro emissioni GHG, incluse quelle dei propri fornitori.

Quali sono le implicazioni della non conformità alle norme di divulgazione delle emissioni GHG dello Scope 3?
La non conformità può comportare sanzioni finanziarie e di immagine per le aziende. Le imprese possono essere esposte a azioni legali e proteste degli investitori e dei consumatori, oltre a potenziali penalty economiche per la mancata adeguazione ai nuovi standard di sostenibilità.

Come posso integrare la gestione delle emissioni GHG dello Scope 3 nel mio processo di reporting finanziario?
Bisogna integrare i dati sulle emissioni GHG nello schema di reporting finanziario esistente. Questo richiede una pianificazione mirata per assicurarsi che i dati siano raccolti, aggregati e resi coerenti con i requisiti normativi e internazionali.

Conclusioni

Ecco alcuni punti chiave che riassumono la nostra discussione:

  • La gestione delle emissioni GHG dello Scope 3 è un requisito legale e di mercato in crescita.
  • Un piano d'azione chiaro e un team multidisciplinare sono fondamentali per affrontare questo compito.
  • La collaborazione con i fornitori e la creazione di relazioni solide sono essenziali per ottenere dati affidabili.
  • La conformità alle nuove normative può evitare sanzioni finanziarie e di immagine.
  • Integrare la gestione delle emissioni GHG nello schema di reporting finanziario è un passo importante verso la trasparenza e la sostenibilità.

Matproof può aiutarLa ad automatizzare questo processo con una piattaforma di conformità per l'automazione, che supporta le norme DORA, SOC 2, ISO 27001, GDPR e NIS2. Potete visitare il nostro sito web https://matproof.com/contact per una valutazione gratuita e scoprire come possiamo facilitare il vostro viaggio verso una maggiore trasparenza e sostenibilità.

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